La chiusura

dettagli scavi 1 rid

Con le leggi napoleoniche sulla soppressione degli ordini monastici ed in particolar a norma del Real Decreto del 29 novembre 1810 ed in conformità delle Istruzioni impartite con la Circolare del 29 maggio 1811, i monasteri con numero inferiore a dodici religiose professe, dovevano essere aggregati a quelli dello stesso ordine. Il 30 giugno 1811 venne decisa la soppressione del Monastero della SS. Trinità ma per intercessione dell'Arcivescovo di Amalfi, Silvestro Miccù, alle monache fu concessa una proroga che rinviò la partenza al mese di ottobre. Ma Don Gaetano Mansi, forse con l’avallo dell’Arcivescovo e delle autorità civili di Ravello, non eseguì gli ordini e non dispose neanche il trasferimento prorogato ad ottobre.

Il trasferimento definitivo dopo rifiuti vari, avvenne nel marzo 1812 ed il luogo prestabilito fu il Monastero di San Giorgio a Salerno. Fu emanata la delibera decurionale il 26 gennaio 1817, con la quale si supplicava l’Intendenza di Principato di Citra a perorare presso le autorità superiori il ripristino della comunità monastica ravellese, ma non vi fu nulla da fare. Il monastero vide così la sua fine e quel che resta oggi è parte dell'antica chiesa con quattro stanze.