La storia

Il Monastero benedettino della SS. Trinità fu fondato nel 944 e accoglieva esclusivamente donne appartenenti a nobili famiglie, le quali portavano una cospicua dote che andava a costituire il consistente patrimonio da mettere a disposizione per l'intera comunità. Notizie bibliografiche e fonti documentarie certe non esistono, soprattutto per poterne ricostruire l'assetto originario. Lo storico Luigi Mansi parlava di un ingresso per le monache di clausura ad Occidente, attraverso un piccolo vestibolo, di un dormitorio abbastanza grande, in grado di ospitare, nella seconda metà del Cinquecento, più di trenta monache, e di un giardino recintato da “alte mura” collocato ad Oriente. Ancora descrive la chiesa ad una sola navata con in fondo il coro e l’organo, un tetto elaborato su cui sono riportate le armi della famiglia Frezza, tre altari e quattro sepolture.

Giuseppe Imperato invece nel suo libro "Vita religiosa nella Costa d'Amalfi", ha dedicato un capitolo al monastero e si è soffermato sull’organizzazione della vita claustrale, riportando alcune informazioni sulla chiesa, riferendo che era preceduta da un atrio, il cui tetto era sorretto da colonne decorate con gli stemmi della Famiglia Frezza, con in mezzo l’immagine della SS. Trinità.